Bottega Veneta dice addio ai social

Viviamo in un era sempre più digital ma il brand Bottega Veneta nuota controcorrente. Quali ragioni dietro la scelta di sparire dai social?

L’era in cui viviamo si può assolutamente definire digital. L’uragano Covid-19 ha senza dubbio accelerato il processo di digitalizzazione, facendo integrare il mondo virtuale nel nostro quotidiano, con i tutti i suoi lati positivi e sfaccettature negative. Non solo, l’e-commerce ha letteralmente spopolato in ogni settore, compreso quello del luxury.

Per tutti i nostri lettori, soprattutto per gli amanti del mondo fashion, vi segnaliamo un fulmine a ciel sereno: in un momento in cui tutto ciò che non è più possibile nel tangibile viene traslato nel virtuale, Bottega Veneta nuota contro corrente.

Il brand di lusso, infatti, inaugura il 2021 eliminando ogni account social, di cui l’anello portante è sicuramente Instagram.

In un periodo storico in cui le reti sociali sembrano rappresentare l’unico canale di interazione tra azienda e consumatore, Bottega Veneta elimina ogni flusso di comunicazione con il proprio pubblico.

Daniel Lee e la scomparsa dai social

Daniel Lee, direttore creativo di Bottega Veneta dal 2018, sembra essere il fautore di questa scelta. Il fashion designer trentaquatrenne, precedentemente nel team ready-to-wear del marchio Celine, è infatti una personalità pittoresca nel mondo del fashion.

Nonostante la sua giovane età, Vogue britannico l’ha soprannominato “The Quiet Radical” che in italiano suona come “il rivoluzionario tranquillo”; la sua visione è infatti libera ed innovativa, ma allo stesso tempo moderata dalla tradizione, riflesso del suo carattere riservato.

Un fatto è certo: da quando Daniel Lee ne è al comando, Bottega Veneta ha vissuto un rilancio senza precedenti, divenendo uno dei brand più popolari nel 2019; si parla di “Bottega effect” per definire il particolare successo di accessori e scarpe del brand, indossate dalle influencer internazionali più note, una fra tutte Kylie Jenner.

Non più un brand quasi esclusivamente specializzato in pelletteria di altissima qualità indirizzata ad un mercato orientale: la strategia di Lee è diretta a rendere Bottega Veneta più competitiva. L’obiettivo è quello di abbracciare anche un target più giovane, strizzando l’occhio ad uno stile pret a porter, sicuramente moderato ed essenziale, che però si basa ancora su qualità ed eccellenza come asset principali.

Qual è la ragione, perciò, di eliminare l’account ufficiale di Bottega Veneta da ogni canale sociale, proprio mentre il brand è immerso in un processo di profondo rinnovamento nonché di un incredibile successo?

Nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita sulla scelta di rimanere offline, né tanto meno sulla sua durata.

Senza dubbio alcuno, tale decisione ha creato una sorta di alone di mistero e ha incrementato il chiacchiericcio attorno al brand. I followers del marchio, nel frattempo, possono stare tranquilli: sono già molteplici gli account Instagram non ufficiali, in cui si possono ammirare i capi delle varie collezioni.

Si tratta di una scelta strategica …

Da una parte, c’è chi insinua una scelta di natura puramente strategica; l’improvvisa scomparsa dai social rimanda ad una volontà di aumentare il senso di esclusività legata al brand di lusso. Se questa fosse la ragione principale, tale approccio sarebbe sicuramente in linea con il tipo di presentazione della collezione Spring/Summer 2021.

Per l’occasione, infatti, Daniel Lee ha optato per uno show a porte chiuse tenutosi lo scorso 9 ottobre presso il teatro Sadler’s di Londra , chiamato “Salon 01” accessibile a pochissimi esperti del fashion system (e non). A tale spettacolo, è seguita la pubblicazione di tre libri ed un disco.

Durante la catwalk è stato vietato fare ogni tipo di ripresa o fotografia. La collezione è arrivata poi al pubblico grazie ad un video dell’intera sfilata, caricato nel canale Youtube ufficiale di Bottega Veneta.

Il direttore creativo ha quindi intrapreso una strada in controtendenza rispetto ai maggiori brand del luxury fashion del momento; mentre moltissime griffe hanno colto l’opportunità del digitale per dare spazio alla creatività, presentando le proprie creazioni con mini serie, video originali o simili, Bottega Veneta è tornata alle origini. Daniel Lee ha visto il concetto di tradizione e di fisicità in quello di avanguardia ed originalità.

Questo tipo di scelta sembra essere in linea anche con le recenti analisi che dimostrano un underperformance dei social media nei confronti dei prodotti di lusso. Nonostante l’enorme incremento dell’e-commerce causa pandemia, i social media non sembrano essere veramente efficienti per il mondo del lusso: il target raggiunto è sicuramente molto ampio, si crea traffico per il brand, ma i likes non equivalgono alle vendite effettive. Insomma, il vero cliente del lusso non sembra essere attratto dalle campagne social.

… o è tempo di una nuova visione?

D’atro canto, però, la scelta di uscire di scena sembra essere ben coerente con i valori del direttore creativo. Daniel Lee, infatti, è una persona riservata, non particolarmente amante del mondo social, stando alle sue dichiarazioni. “È stato bello crescere nell’era pre Instagram: ci divertivamo molto!” aveva ammesso a Vogue UK nell’ottobre 2019, “Sarà interessante vedere cosa accadrà in futuro. Io credo che ci sarà un ritorno alla privacy. Lo spero davvero”.

Queste parole fanno pensare ad una decisione in perfetta linea con la nuova culture e vision di Bottega Veneta, introdotta con l’arrivo di Lee appunto.

Insomma, Daniel mette in pratica la sua stessa concezione filosofica; anch’egli, infatti, è privo di profili social personali.

Bottega è un brand che parla di sofisticata eleganza. Si tratta quasi di stare zitti. Rappresenta il silenzio in mezzo a tutto il rumore. Per me, la vita significa davvero vivere il momento. Ecco perché non ho i social media. Cerco di usare il mio cellulare il meno possibile. Preferisco l’interazione umana al 100%“.

Nella loro semplicità, in un mondo sempre connesso e sempre più virtuali, tali parole suonano quasi fuori dal tempo, dissacranti.

Che sia stata una decisione supportata da una sentita filosofia di vita o una scelta strategica volta a rafforzare il marketing di Bottega Veneta (o magari un mix di entrambe le cose!), senz’altro è stata ben ponderata.

È ancora presto per capire se non avere un account social è la nuova versione dell’appartenere al mondo del lusso; quel che è certo, è che Daniel Lee sembra aver riportato il concetto stesso di luxury alla sua originale esclusività.

Non ci rimane che attendere, per capire se davvero Bottega Veneta ha agito da apripista verso una nuova tendenza.